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fudenji

Se non abbiamo una Storia non esistiamo...” Con queste parole Cesare Barioli ha aperto il convegno della Festa del Budo al Monastero Zen Sôtô Shôbôzan Fudenji il 5 Maggio 2002.

In apertura del convegno hanno offerto una dimostrazione di arti marziali: Sandro Peduzzi (aikido), Claudio Regoli e Stefano Zancaner (kendo), Andrea Diotti e Paolo Bizzarri (judo) e il sottoscritto (Paolo Taigô Spongia n.d.r.) per il Karate-Do.

Molti ed interessati gli intervenuti. Il convegno è stato pretesto e occasione per presentare il progetto di un Archivio sul Budo, che potrebbe dare vita a un Centro Studi. Conoscere il background storico, filosofico e culturale delle Discipline che pratichiamo interessa chi vuole essere consapevole del percorso che si snoda dal passato al futuro, ma che, attraverso la pratica nel presente, coinvolge istantaneamente ogni tempo ed ogni direzione; coinvolge inoltre chi ritiene onesto presentarsi con un curriculum storico sincero e non basato solo su leggende e fantasie.

Conoscere la propria Storia, riconoscere i propri padri è il fondamento insostituibile della cultura. "Dalle cose vecchie sorge il nuovo". E’ così nata l’idea di raccogliere documenti, testi, immagini, materiale video e audio e tutto ciò che possa essere collegato alla storia, filosofia e cultura generale del Budo.

Fudenji con il Maestro Guareschi, ci hanno offerto ospitalità e nessun luogo potrebbe essere più adeguato del Monastero ad ospitare la nostra idea (per ora c’è solo un armadio dove riporre il materiale raccolto, o meglio, non c’è nemmeno l’armadio, che verrà predisposto al più presto; ma c’è tutto il nostro entusiasmo, la nostra esperienza, la nostra fede nella pratica). Il nostro progetto si ispira a "Bun Bu Ryodo" (virtù guerriera e virtù civile), un motto dell'educazione confuciana, a cui facciamo solo un riferimento, riconoscendo a questa corrente filosofica alcuni meriti culturali.

Paolo Taigô Spongia

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Taisen Deshimaru Roshi dedica uno dei capitoli di “Zen e Arti marziali” al Bun Bu Ryōdō, la duplice Via della virtù civile – o letteraria – e della virtù militare.

La forza del leone e la sapienza divina sono le metafore che ci aiutano a capire la duplicità di questo principio, di probabile ispirazione confuciana quanto evocativo dell’areté greca. Equilibrio della duplicità, nel quale un aspetto è tale e quale sé medesimo se connesso all’altro, e senza l’altro non è sé medesimo.

Nella massima del prof. Kano ji-ta-kyō-ei, jiriki e tariki, il mio e l’altrui potere, vanno insieme mano nella mano, e in questa accezione, se si è poco o troppo marziali si è anche poco o troppo letterati. Il letterato è – nella cultura classica cinese – custode della memoria.

Non c’è Via di realizzazione che si dia senza memoria. La memoria non evoca solo il passato (ricondurre la memoria a ricordo è riduttivo e pericolosamente foriero di coagulazioni mentali e algide concrezioni), ma soprattutto il futuro, l’inedito: non l’ingombro dei ricordi, piuttosto un saper dimenticare.

Se siamo quel che eravamo, non è meno vero che siamo quel che mai siamo stati - quel che saremo.

Così memoria è nen nen
l’attenzione all’istante del movimento, il cuore - shin shin
che sta sotto al nunc - kon kon.

La scrittura, la pittura, la musica, la medicina sono le arti del corpo con cui il letterato conserva, custodisce e tramanda memoria - erede e artefice di un insegnamento orale e diretto dove maestro e discepolo formano una terza entità: dall’interazione tra due personalità, l’una all’altra irriducibili, nasce una comune vita universale. L’iniziativa che siamo felici e onorati di ospitare nel monastero di Fudenji risponde ad un obbligo, un debito inestinguibile – on ion,
forma emergente di memoria e consapevolezza.
Fausto Taiten Guareschi

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Il mio augurio a Paolo per questa nuova avventura. E' bensì vero che l'idea appare entusiasmante, è altrettanto vero che siamo (noi del budo) un popolo inerte.

Qualcuno dovrà pomparci dentro energia perchè ci si ritrovi a discutere e litigare, perchè si giunga a una crescita in cui si lavora insieme, perché si arrivi a concludere che un filo, sia pur esile, ci lega.

Avverrà una selezione: chi sente la bellezza di questa offerta, chi aderisce per amor della compagnia, chi aspira a una dimensione culturale. E chi no. Ci saranno poche soddisfazioni e tante delusioni. Roba indifferente per il sorriso ineffabile del budda che è in noi. Propongo un comitato di probiviri che assegni ogni anno un diploma di ringraziamento a chi avrà collaborato. Carta di riso, o pergamena, o carta di papiro (ce la procura la Sicilia-connection?). Ci serve quindi un grafico. Propongo la possibilità di scambio tra nostre copie e quelle di documenti detenuti da altri.

Come va il sito di Fudenji? possiamo sfruttarlo per promuovere Bun-bu-ryodo? La prima offerta è di video. Ma davvero Guareschi si adoprerà per avere i diari di Yokoyama Sakujiro e Saigo Shiro e le lettere di Kano Jigoro a Miyagi Chojun? e chi può tradurre lo Zen e Arti Marziali di Kodo Sawaki (attenzione, non quello di Taisen Deshimaru)? E abbiamo informato Matteo Pellicone? e Livio Toschi, storico della Federazione, ci donerà una raccolta dei suoi studi? il Kodokan? l'Aikikai?

Auguri a Paolo, auguri a tutti noi. Di saper dimostrare che anche in Italia sopravvive una preoccupazione culturale. Anche questa volta ci misuriamo con gli altri.
Cesare Barioli

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Cliccare qui per un estratto del Convegno Zen e Budo da cui è nato il Centro Studi Bun Bu Ryodo

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